Östersund, Sweden
63° 11' N 14° 38' E
Aug 01, 2006 18:00
Distance 214km

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DAY 12 : OSTERSUND (SVEZIA) un po' a fatica

Text written in: Italian

Si era gia' capito lasciando Trondheim che la Svezia, li a pochi chilometri, se la sarebbe tirata, come quelle bionde che a me non sono mai particolarmente piaciute. La pioggia batteva su Trondheim, anche se io, tra una cascata ed un altra, l'avevo lasciata con il Kway nella borsa. Un po' prima delle 13, dopo un giro in centro, e meno male che volevo partire presto. !! Casualmente, districandomi tra mappe, lettere e indicazioni datemi qua e la in giro, venivo a sapere che la strada piu' corta, con la Svezia li a meno di 100 km, era stata interrotta a causa di una frana, proveniente non dalla montagna ma dalla stessa strada, che era sprofondata dentro se stessa. (due volte "stessa" cosi ravvicinata ma adesso non ho tempo di pensarci ) .

Cosi' a fine giornata, a Ostersund i chilometri erano 320 e non 240. Avevo preventivato una sveglia albeggiante per girare Trondheim prima ed addormentarmi milioni di chilometri piu' in la , in Svezia, poi, a ridosso di quelle zone "che contano" , da attraversare in relax mentre venivo inondato di laghi, montagne, storia e quello che vi fa piacere a voi.

Certo, 80 km in piu' non sono molti in questi tempi di Desarrolo lanciato a manetta per le strade della Scandinavia, che mangia chilometri come un disperato, ma in fondo gli 80 in piu' non erano altro che l'ulteriore sciapo condimento che quando tutto fa schifo ti fa ancora piu' schifo (esagero un po', eh...) La portata principale era la pioggia, che oggi pero' non aveva la stessa magia del giorno precedente, poi c'erano anche qualche tonnellata di cielo grigio e qualche strada rovinata all'entrata in Svezia ( a proposito in Norvegia strade perfette, tutte e sempre. poi vi devo parlare degli automobilisti norvegesi, altrimenti mi dimentico).

Trondheim, salutata di striscio, lasciava ancora una volta in me la memoria di una natura bellissima, incastrata in un fiordo un po' diverso dagli altri, nemmeno troppo fiordo, soprattutto per l'atmosfera mediterranea chei variompinti campi coltivati tutt'intorno risvegliavano in me. Pero' non c'era tempo per amarla, maledetta Alesund, e non e' un errore di battitura,  e allora si girava a destra, infilandoci nelle montagne che separano i due paesi.

La stada indicata come turistica dalla cartina non mi esaltava piu' di tanto, forse anche perche' il Desarrolo perdeva una buona quindicina di chilometri / h , cosa che quando vai a 60-70 / magari ti fa anche un po' girare i coglioni. Me li faceva girare anche perche' non avevo la sensazione di arrampicarmi su qualche montagna fiordeggiante, bensi' di procedere piu' o meno ad altezza mare, cosa che non avrebbe dovuto comportare alcuna difficolta' per il due tempi che invece boccheggiava un po' . Non era neanche la velocita' in se per se che mi infastidiva, o meglio la non velocita', ma piuttosto quell'ansimare asmatico "senza motivo" . E questo nel giorno in cui anche il conducente stava cominciando a difendersi dagli attacchi del lato oscuro della forza, quello che abbiamo tutti., ma questa e' tutta un'altra storia eh Bocca' .. a proposito io la so, ma la sappiamo solo noi due quella cosa che ti ho detto nell'ultima email ? . ...Insomma, io ed il Desarrolo due depressi perduti in perfetta sintonia dalle parti di qualche fottuta montagna che scende a valle, che vanno....dove vanno ?

Arrivavamo ad una Ostelsund non brutta ma senza sapore, gli ultimi 50 km quasi con gli occhi chiusi , che a tratti si chiudevano proprio a dir la verita' , arriviamo dicevo, o arrivavamo perche' mi sto incartando con i tempi, quando ancora erano le 6.  Avrei potuto continuare, come era nell'idea Trondheimiana della sera precedente, ma c'era una specie di cosa che mi seguiva, attaccata addosso, qualcosa di diverso dalla stanchezza, qualcosa che non ho mai ben capito, una cosa pero' che mi mandava a letto nella speranza di lasciarmela dietro. Della giornata il solo momento di allegria, o comunque piacevole, mi era stato consegnato dentro una gita per raccogliere fragole da una coppia di pensionati svedesi qualche centinaio di metri dopo il confine, che per la verita' non era neanche indicato, pero' era li dove doveva essere e dove l'ho messo io.

La simpaticissima signora, che mi ricorda un po' la nonna papera di Topolino, vita sana e tanta allegria, si era prodigata quasi avesse di fronte un tecnicamente incapace di intendere e di volere per spiegarmi la strada da seguire, visto che il bivio su cui ci eravamo incontrati lanciava messaggi contrastanti. Lei, dopo ogni commento su strade da seguire o da non seguire mi ripeteva che stavano andando a raccogliere fragole ( o lamponi ) , quasi a volermi invitare. Anzi , era proprio un invito. Io ci sarei anche andato, poi in una giornata cosi avrei anche corso il rischio di finire a casa loro per cena. 

Questa pero' era una giornata difficile, dalla quale bisognava uscire con un traguando, anche piccolo, da raccontarsi dentro il letto la sera. Ostersund, una donna cosi, senza sale, quelle che tentano di rimorchiarti in discoteca, ma tu ci pensi un attimo e poi te ne vai per i cazzi tuoi.

 

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