Bergen, Norway
60° 23' N 5° 19' E
Jul 26, 2006 14:00
Distance 0km

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DAY 6 BERGEN

Text written in: Italian

Bergen si sveglia lentamente tra l'odore del mercato del pesce, non cosi forte tutto sommato per una citta' di mare e il ritmo ancora un po' assonnato delle parole che si percepiscono qua e la , in mezzo ai corridoi di persone che si aprono tra i banconi di gamberetti, salmone, che domina incotrastato la scena,  e pesce di altra natura, quest'ultimo pero' in netta minoranza pero'....

Ci casco dentro senz'alcuna possibilita' di evitarlo, cosa che non avrei comunque fatto, visto che l'ostello in cui soggiorno e' collocato nel cuore della citta', meglio dire del paese,  a poche decine di metri dalla banchina. Lo separa dal via vai del mercato una gradevole piazza, quando la attraverso splendidamente soleggiata, sulla quale un bar e le sue sedie da lungomare rasserenano gli animi di chi ci casca.  Ci passo varie volte per sentirmi felice.

Il Salmone e' il re di tutto fino alle 18 di tutti i giorni, poi questo piccolo specchio di acqua diventa contorno ai rumori di bicchieri, al fumo di sigaretta e ad altre storie Bergeriane che nascono, e forse muoiono anche, nei vari locali appoggiati sul mare.

Nei corridoi di questo mercato avverto una strana presenza italiana.....i soliti turisti di cui putroppo faccio parte ? Mi pongo questa domanda e...

Era proprio in uno dei locali citati che la sera precedente, dopo aver sbrigato pratiche amministrative in Ostello, mi ero indirizzato per "vediamo che aria tira da queste parti"........

Avevo giusto il tempo di prendermi una birra, cosi' fredda e buona come non ne avevo mai prese a Dublino ( tra le 15-20 pinte che mi sono fatto in quasi 3 anni Irlandiani, la meta' offertemi da Riccardino.) che l'occhio attento di una donna locale, presumibilmente intorno ai 55-60 , se 55 direi abbastanza portati male, mi cascava addosso con avido interesse. Nel dubbio che io non l'avessi notata ricevevo un paio di sorrisi che mi lasciavano abbastanza intimorito. A volte dover interpretare puo' dar adito a spiacevoli malintesi. Rispondevo con una sorriso imbarazzato per non farle pesare troppo il peso del rifiuto che le stavo indirizzando e sgattaiolavo dentro a sentirmi un pianista di piano bar australiano, questa volta vero e bravo. Nel giro di pochi minuti quella che io ritengo forse una prostituta nel senso tecnico del termine e senza alcuna offesa, ovviamente, rimediava un paio di bicchieri da un cinquantenne singole il cui modo di interagire faceva nascere in me una incommensurabile tristezza, per fortuna offuscata dalle note di qualche R.E.M di passaggio e dai discorsi del buttafuori del luogo, con cui ero entrato in una specie di confidenza a tempo. Nel locale c'era poca gente ( io e lui......) e lui era abbastanza libero da rimanere con me per farmi sapere che era di Bergen ma i suoi tratti cileni erano 100% autentici, visto che i suoi si erano trasferiti qui quando lui aveva 2 anni. Beh, e' difficile spiegare cosa vuol dire sentir parlare norvegese da uno dagli inconfondibili tratti sud-americani. Per cercare di spiegarlo meglio posso solo far riferimento ai cinesi a Roma che parlano "Romano vero 'de Roma ...ao''' morta' ma dde 'che....aooooooooo'!!.".

Finivo la serata in un altro locale, piu' una discoteca che un pub, dove cercavo di capire le abitudini dei locali, sia uomini che donne.....

Si, ma qui c'e' una strana presenza.......qui nel mercato di Bergen tra le tute arancioni, divisa ufficiale di chi ci lavora dalle 8 alle 18.

Qui al mercato , in maniera quasi sistematica, chi sta dietro al bancone ti offre sulla punta del coltello assaggi di gamberetti e salmone fresco, buonissimi, senza dar particolare attenzione al fatto che tu possa o meno comprare o che tu sia gia' passato dalle loro parti 10 minuti prima. Farsi due volte avanti e indietro il tutto sommato piccolo mercato vuol dire in sostanza "scroccare" un ottimo pranzo ...- come facciamo io e Boccardo quando andiamo al Superquinn a Blackrock :-) eh Bocca' ???  -.

Laura e Michela, sorelle lavorano li  ( per dir la verita' Michela la incontrero' la sera stesssa, prima del suo debutto, l'indomani sui banconi di salmone.

Anche Alessandra lavora li . Almeno un' ulteriore decina di italiani lavora li, probabilmente anche di piu'.

Insomma, considerando le dimensioni non eccessive del mercatino del pesce di Bergen possiamo dire che abbiamo conquistato il cuore dell'economia del paese, tra un Erasmus qua ed un'esperienza di lingua all'estero la.

Laura mi vende un buonissimo panino salmone e qualcos'altro.... Pago, aoh' che stata a pensa'....!!! E' che mi sentivo in colpa dopo tutto il salmone assaggiato.

Se consideriamo i latini nel senso piu' ampio del termine (anche spagnoli e francesi ) posso affermare con la presunzione di chi ha passato solo qualche ora a Bergen , che almeno la meta' degli "operatori del salmone" sono stranieri.

La giornata se ne va con delle pigre passeggiate qua e la in una zona abbastanza circoscritta del centro e  una corsa sulla funicolare che termina la sua corsa sul "Gianicolo" della citta', il tutto alternato a momenti vespistici, sempre in una zona abbastanza circoscritta, non troppo lontana dal centro. Mi spingo piu' in la solo per un "mordi e fuggi" mirato , alla periferia di Bergen,  per vedere la "Bergen Stave Church." Vedro ' di spiegarvi piu' in la' di che si tratta...... ( patrimoni mondiali dell'UNESCO ) anzi se volete eccovi i link. ( vale la pena )

Per chi vuole

http://www.stavechurch.org/

http://www.fotosearch.it/foto-immagini/stave-church.html

Bergen da un profondo senso di relax, anche a farla alle 3 , forse 4 , forse anche 5 del mattino, perche' non mi ricordo, in presenza di qualche ubriaco di turno. Anche loro qui fanno armonia. Sai che niente potra' succederti e potresti lasciare le chiavi della vespa inserite nel motorino di avviamento. Io pero' le prendo sempre.

Il giorno del giro al mercato, che mi ero offerto completamente libero da impegni chilometrici ufficiali, lo finivo nello stesso Pub del pianista di piano bar, questa volta gremito all'inverosimile, senza non prima aver rincontrato Laura e Michela, in giro per Bergen per quattro chiacchiere con gli amici. Le salutavo il giorno dopo, poco dopo le 8am,  quando loro tornavano in divisa arancione, il 2 tempi a ruggire ancora ed io a cantare a squarciagola qualcosa che non mi ricordo, tanto per cambiare. Forse era una canzone dei Coldplay, forse quella che fa "I can fix you".....

PS Ho messo qualche foto di ragazza, rubata qua e la come potevo, con zoomate a 800 metri nascosto dietro le colonne,  per soddisfare la richiesta di qualche amico.......

 

Photos / videos of "DAY 6 BERGEN":

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